TERAMO/EMERGENZA IDRICA: RESOCONTO COMMISSIONE DI VIGILANZA

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+++ RESOCONTO COMMISSIONE DI GARANZIA – EMERGENZA ACQUA +++

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La Commissione Controllo e Garanzia che si è svolta questa mattina ha cercato di fare luce sulla grave emergenza idrica che si è sviluppata sul nostro territorio.

 

È stato ascoltato in audizione il Dott. Forlini in qualità di Presidente di Ruzzo Reti S.p.a. il quale, dopo un sommario racconto dei fatti, ha risposto alle domande che gli venivano poste dai vari consiglieri comunali.

 

Come premessa possiamo riferire che il nostro sistema idrico è fortemente vulnerabile in quanto all’interno del Gran Sasso si trovano due opere di captazione assolutamente non impermeabilizzate. L’acqua prelevata dalla prima sorgente, infatti, è stata convogliata in condotte di cemento (quindi altamente penetrabile da liquidi di qualsivoglia genere) poste al di sotto della galleria autostradale. Per quanto riguarda la seconda sorgente, invece, l’acqua è convogliata in condotte di cemento che passano a lato dei laboratori del Gran Sasso e, per un piccolo tratto, sotto di essi (la condotta passante in quest’ultimo tratto è stata rivestita in acciaio).

 

È necessario, ora, ripercorrere cronologicamente le tappe che hanno contraddistinto l’emergenza idrica:

 

1) 4 e 5 maggio 2017: la ASL preleva dei campioni all’uscita delle condotte del Gran Sasso all’interno del Comune di Isola del Gran Sasso.
2) 8 maggio 2017: i campioni vengono analizzati e vengono riscontrate delle tracce di agenti inquinanti come il toluene (tali valori sono comunque all’interno dei limiti di legge).
3) 8 maggio 2017: vengono, quindi, prelevati altri campioni in località Casale San Nicola e Fano a Corno.
4) 9 maggio 2017: dall’analisi sensoriale dei predetti campioni è risultata la non conformità dell’odore e del sapore.
5) 9 maggio 2017 alle ore 13.09: l’ARTA Abruzzo, Distretto Provinciale de L’Aquila informa il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione di Teramo dei risultati delle Analisi. Inoltre, un campione viene inviato all’Università di Padova per un controllo approfondito.
6) 9 maggio 2017, intorno alle 15.33: il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione di Teramo invia la disposizione di non potabilità ed obbliga la Ruzzo Reti di mettere immediatamente a scarico le acque provenienti dallo sbarramento del Gran Sasso.
7) 9 maggio 2017, verso le 17.50: la Ruzzo Reti Spa pubblica sul proprio sito internet l’avviso di non potabilità dell’acqua.
8) 9 maggio 2017, in serata: vengono disposte con urgenza le analisi del campione giudicato non conforme presso i laboratori dell’ARTA.
9) 10 maggio 2017, verso le 2.30: i risultati delle analisi confermano la potabilità dell’acqua e viene revocata la relativa ordinanza.

 

Si sottolinea che tutte le analisi effettuate HANNO RISCONTRATO LA POTABILITA’ DELL’ACQUA perché i valori sarebbero tutti all’interno dei parametri di legge.

 

A seguito della ricostruzione degli avvenimenti è possibile evidenziale le seguenti criticità:

 

1) È assolutamente impensabile, al giorno d’oggi, dover prelevare acqua potabile proveniente da condotte in cemento, le quali potrebbero essere penetrate da diversi agenti inquinanti provenienti dalla galleria autostradale (vedasi toluene utilizzato nella segnaletica stradale).
2) La tempistica con cui vengono effettuate le analisi è assolutamente imbarazzante. Se l’acqua dovesse essere contaminata non possiamo aspettare 3-4 giorni per avere il risultato.
3) Appare, altresì, incredibile che la Ruzzo Reti non abbia un laboratorio analisi al proprio interno con cui effettuare analisi in tempi rapidi, ma si serva di un laboratorio esterno (laboratorio ASTRA) con notevole dispendio di denaro pubblico. Infatti il giorno 9 maggio 2017, se il Ruzzo avesse avuto a disposizione tale struttura, le analisi si sarebbero potute effettuare in tempi molto più rapidi.
4) È incredibile che la Ruzzo Reti non si sia ancora dotata di un sistema di analisi dell’acqua in tempo reale sia a monte della captazione sia a valle, tramite sonde tecnologicamente avanzate.
5) Il 31/12/2017 scadrà l’autorizzazione regionale per prelevare l’acqua potabile dal Gran Sasso poiché i lavori di messa in sicurezza dell’acquedotto passante sotto la galleria autostradale non sono stati completati e, pertanto, rischiamo di perdere la nostra fonte primaria di sostentamento idrico.
6) I laboratori del Gran Sasso si sono dotati di una sonda tecnologicamente avanzata (sul tratto di acquedotto che li interessa) che controllerebbe in tempo reale la concentrazione di 57 elementi nocivi, intervenendo immediatamente al superamento dei valori. Il Ruzzo ha installato altre 2 sonde (sempre presso lo sbarramento del Gran Sasso) che, però, controllano la presenza di solo 8 elementi nocivi.

 

Il Movimento 5 Stelle si attiverà immediatamente per chiedere la messa in sicurezza del nostro acquedotto anche mediate l’installazione di sonde tecnologicamente avanzate per il monitoraggio dell’acqua in tempo reale.

 

Chiederemo, inoltre, alla Ruzzo Reti S.p.a. di attivarsi verso per la predisposizione di un laboratorio analisi  interno, accreditato, per l’effettuazione di analisi sull’acqua potabile.

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