LA VERGOGNOSA GESTIONE DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO

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Da anni si parla a vuoto di iniziative varie per aumentare i flussi turistici a Teramo e cercare di risollevare le sorti dell’economia cittadina ma, nel frattempo, anche durante la Coppa Interamnia che notoriamente porta diversi turisti in città, vengono lasciate all’abbandono le ricchezze archeologiche del Comune.

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Eppure la soprintendenza Archeologica ha per ben due volte sollecitato il Comune a prendere provvedimenti sulla disastrosa condizione degli scavi teramani. Nella missiva del 26/11/2014 la situazione viene definita dal funzionario della SBAA con queste parole: “si è potuto accertare l’estremo degrado in cui versano le aree di S. Maria Aprutiensis e Madonna delle Grazie[…] la mancanza assoluta di manutenzione delle coperture ha creato vaste aree di totale degrado nelle strutture archeologiche[…]. Tale situazione, che rasenta il danneggiamento del patrimonio archeologico, non può proseguire pena la perdita di importanti ed unici reperti archeologici.”. Naturalmente l’amministrazione comunale teramana si è ben guardata dal rispondere o dall’intervenire in maniera adeguata e a gennaio la soprintendenza SBAA manda una nuova missiva per sollecitare un loro intervento, ma fino ad oggi nulla si è mosso.

L’amministrazione comunale riesce ad ottenere dalla Regione milioni di euro per il restauro del castello della Monica, per l’abbattimento di palazzo Adamoli ma non riesce a trovare poche decine di migliaia di euro per restaurare e valorizzare i siti archeologici di Piazza Sant’Anna, la Domus di Bacco (che il Comune rifiuta da tempo di prendersi in carico), gli scavi di Porta Madonna, la Domus di Porta Carrese, la necropoli monumentale di Ponte Messato, il tempio della Cona (abbandonato a sé stesso senza che nessuno lo prenda in carico).

Si cercano e si sprecano i soldi degli sponsor per manifestazioni mal organizzate, come a esempio il famoso capodanno, ma nulla si fa per racimolare poche decine di migliaia di euro che sarebbero sufficienti per manutenere e rendere veramente fruibili le aree archeologiche.

La segnaletica turistica in città è quasi del tutto assente ed anche all’interno degli scavi è assai obsoleta. Il turista che avesse la fortuna di prenotare una visita nelle aree ancora accessibili si ritroverebbe davanti a uno spettacolo indecoroso, vedrebbe solo erbacce e ruderi polverosi e non riuscirebbe nemmeno con l’aiuto della guida a comprendere la bellezza e l’importanza dei resti antichi.

Il museo, oltre ad essere bisognoso d’interventi urgenti di restauro, ha una parte degli allestimenti che è ormai obsoleta e degradata, il visitatore che entra in questi spazi espositivi trova vetrine buie, pannelli e cartelli con poche informazioni e non viene quindi aiutato a comprendere l’importanza storica dei reperti esposti. Ma d’altronde poco si può pretendere se per gestire il museo si è preferito per anni investire zero euro ed utilizzare personale non qualificato, sacrificando le numerose figure professionali che producono le università abruzzesi.

La Di Felice piuttosto che organizzare l’ennesima esposizione a Milano o a Napoli dovrebbe forse prestare più attenzione alla situazione del patrimonio ad essa affidato. Infatti la gestione delle risorse proposta dall’amministrazione comunale non sembra essere affatto funzionale a uno sviluppo economico e culturale della città ma semplicemente tesa ad accontentare i bisogni dell’ennesima cooperativa, la quale potrebbe poi portare voti utili.

Fabio Berardini

Movimento 5 Stelle Teramo

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