BRUCCHI PROPONE LA SETTIMANA CORTA SOLO PER RISPARMIARE

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AMMINISTRAZIONE AL CAPOLINEA

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Ed alla fine, si arrivò a raschiare il barile…

Dopo un decennio di dissennato spendi e spandi, di regalie ad improbabili manifestazioni, di Capodanni per pochi intimi, di assunzioni in allegria, di consulenze pagate a peso d’oro, il Sindaco ha dovuto ammettere che è alla canna del Gas (ma presto mancherà pure quello).

 

E da cosa ripartire, se non, come insegnano i cattivi maestri, dalla scuola?

 

Da sempre fertilissimo terreno per manovre economiche di lacrime e sangue, l’istituzione scolastica ha subito umiliazioni un po’ da tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni, sempre in nome della famigerata attuazione dell’autonomia …

 

Il nostro primo cittadino quindi, un occhio alla Giannini e l’altro al pallottoliere, non potendo esimersi dal partecipare all’opera di demolizione della nobile istituzione, ha tirato fuori il proverbiale coniglio dal cilindro: dall’anno prossimo, settimana corta!

 

Cosa voglia dire in termini finanziari è presto detto: risparmi notevoli nella riduzione del trasporto degli alunni, nella manutenzione dei bus, nel costo dei carburanti etc, con gli studenti a casa un giorno in più…E tutti vissero felici e contenti.

 

Invece no…Perché non stiamo parlando della razionalizzazione di un’azienda qualunque. Ciò che si dovrebbe valutare è soprattutto la ricaduta didattica di tale, scellerata idea.

 

Il Sindaco Brucchi continua a ripetere che questa proposta non è stata fatta solo per i risparmi: come mai allora si ricorda solo in tempo di crisi di proporre la settimana corta? Perché non l’ha proposta prima? Strana coincidenza.

Al centro della discussione dovrebbe esserci il successo formativo degli alunni, la possibilità per ognuno di essi di arrivare al conseguimento di specifici obiettivi didattici. Chi conosce il mondo della scuola sa bene che già nelle ultime ore di lezione, gli scolari manifestano un consistente calo di attenzione. Aggiungere un’ora in più al giorno, per permettere comunque agli istituti di garantire il monte ore previsto a livello regionale, significa avere studenti stanchi e disattenti per quasi due ore al giorno; significa ridurre in modo consistente il tempo da dedicare allo studio e per gli approfondimenti; significa creare continue pause didattiche; significa infine, caricare le famiglie teramane della problematica di avere i figli a casa in una giornata che è a tutti gli effetti lavorativa.

 

Significa, in definitiva, abolire un modello funzionale (e funzionante) in favore di uno più incerto, con il solo scopo di fare cassa.

 

Il M5S Teramo si dice fin da ora contrario a tale opzione e chiede alla Giunta di trovare altrove le risorse per far quadrare il sempre più traballante bilancio comunale. 

 

Il suggerimento di ridurre il numero degli assessori è sempre attuale…che sia la volta buona?

 

Movimento 5 Stelle Teramo

 

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